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    ESPANSORI OSMOTICI II








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    Espansori osmotici II
  

Dr. Paolo Tagliabue ? Chirurgo Plastico ? Torino

Sin dai tempi pi? antichi l?uomo ha utilizzato la possibilit? d?espansione della cute per fini estetici.


Si pensi ai concetti estetici di trib? africane o del sud est asiatico per le quali bello era ed ? un collo da giraffa, un labbro appiattito ed allungato come un piattino di ceramica, un lobo dell?orecchio come un nastrino.


Tale capacit? d?allungamento e d?espansione ? stato utilizzato negli ultimi tempi anche dalla chirurgia plastica per ottenere, quando necessario, della cute in eccesso.


Tale possibilit? si ? dimostrata particolarmente utile negli esiti da ustione e nei deficit cutanei conseguenti a grandi interventi demolitivi.


 Negli ultimi anni si ? assistito ad uno sviluppo travolgente sia delle metodiche sia dei materiali pi? adatti ad ottenere dei risultati migliori in tempi pi? brevi, con rischi sempre pi? ridotti e sempre pi? minimi fastidi per il paziente.


 Lo sviluppo degli skin expander o espansori cutanei ha seguito questa strada.


 Uno dei problemi maggiori all?uso degli espansori cutanei ?, molto spesso, la scarsa disponibilit? del paziente a sottoporsi a ripetute infiltrazioni di soluzione fisiologica per ottenere il volume desiderato e la paura per il dolore di tale infiltrazione, specie nei pazienti pi? giovani o pi? emotivamente labili.


 


Inoltre il dolore riferito all?iperdistensione del manufatto durante l?infiltrazione era ed ? un elemento di disagio per il soggetto.


Un altro elemento di particolare disagio sia per il paziente sia per il personale medico ? l?assoluta necessit? a sottoporsi a ripetute sedute di rifornimento dell?espansore cutaneo con gravi perdite di tempo e disagi.


 


Anche in Italia ? stato presentato un rivoluzionario metodo d?espansione cutanea, che gi? da alcuni anni era disponibile in Europa, che utilizza la capacit? di rigonfiamento di un materiale attualmente usato anche per la produzione delle lenti a contatto, composto da un Hydrogel attivo ed osmotico (vinilpirrolidone e metilmetacrilato).


Il materiale ? stato scelto per la sua caratteristica di non essere tossico e non presentare, negli studi finora condotti alcun, effetto secondario quale allergie ecc.


Il dispositivo innovativo permette l'espansione della pelle senza l'uso d?iniezioni di gonfiamento dall?esterno.


 L'idea dell'effetto potenziale di un espansore tissutale osmotico si basava su due dati di fatto. In primo luogo ? fisiologico che i tessuti umani siano principalmente formati di acqua. L'altro ? il fenomeno fisico-chimico dell'osmosi che  pu? trasportare abbastanza pressione ed acqua per ottenere l?effetto di un tessuto espanso.


Infatti, una volta impiantato, assorbe i fluidi fisiologici, e arriva, gonfiandosi gradualmente, fino al raggiungimento di un volume e di un formato predeterminati, permettendo all?organismo di adattarsi in modo graduale e senza traumi alla progressiva distensione.


Per il chirurgo la possibilit? di utilizzare un artefatto di minime dimensioni e di facilissima introduzione attraverso una cicatrice molto piccola che permette di ottenere una rapida guarigione senza complicanze, ? un elemento di sicurezza in pi? specie nelle situazioni di cute distrofica.


La possibilit?, inoltre, di non dover pi? gonfiare manualmente lo stesso oltre a migliorare la compleince della paziente riducendone il disagio allontana dal medico l?onere dell?espansione ripetuta.


Minore ? il rischio di infezioni mediate dalla cute, minori sono i controlli post intervento, con notevole risparmio di lavoro, meno possibilit? di complicazioni locali e generali per un?espansione graduale, costante e facilmente modulabile.


Minore ? il trauma chirurgico, necessitando, infatti, di minimo accesso e minimo scollamento con ridotto rischi di sierosi e ematomi, con minore tempo chirurgico e minore trauma tessutale.


Abbiamo ,negli ultimi tempi , utilizzato tale espansore cutaneo  in casi limite di donne sottoposte a terapia radiante post demolizione della mammella con cute anelastica ,distrofica , sofferente in cui l?uso di un normale espansore  ,per la traumaticit? dell?incisione e dello scollamento , avrebbe introdotto un ulteriore elemento di rischio per la integrit? della cute  ,con un risultato sorprendente .


La cute si ? distesa progressivamente senza sofferenze n? trazioni indesiderate ,senza dolore n? fastidi per la paziente stessa e senza il disturbo di ripetute sedute di infiltrazione di liquido.


 


In definitiva la possibilit? di indurre una distensione programmata e programmabile della cute in modo continuo,graduale e del tutto indolore , senza particolari disturbi  fisici e psicologici per la paziente ci regala un?arma in pi?  per la chirurgia plastica ricostruttiva.